storia del forex

I soldi, in una forma o nell’altra, sono stati usati dall’uomo per secoli. All’inizio erano soprattutto monete d’oro o d’argento. I beni erano commerciati a cambio di altri beni o a cambio di oro. In questo modo il prezzo dell’oro divenne un punto di riferimento.

Ma quando il commercio di beni tra le nazioni crebbe, muovere quantità di oro da un posto all’altro per regolare i pagamenti divenne ingombrante, rischioso e faceva perdere molto tempo. Pertanto era necessario un sistema per regolare i pagamenti nella valuta locale del venditore. Ma che quantità di valuta locale del compratore doveva essere uguale alla valuta locale del venditore?

La risposta era semplice. La forza della valuta di un paese dipendeva dalla quantità della riserva d’oro che il paese manteneva. Così se le riserve d’oro del paese A erano il doppio delle riserve d’oro del paese B, la valuta del paese A valeva il doppio quando era scambiata con la valuta del paese B. Questo divenne famoso come il Gold Standard.

Intorno al 1880, il Gold Standard fu accettato e usato in tutto il mondo.

Durante la Prima Guerra Mondiale, per soddisfare le enormi esigenze finanziarie furono create le banconote di carta in quantità di gran lunga superiori alle riserve auree. Le valute persero la loro parità standard e provocarono una grande distorsione nella condizione dei paesi in termini di debiti e assets stranieri.

Dopo la fine della seconda Guerra Mondiale i poteri alleati occidentali tentarono di risolvere il problema nella Conferenza di Bretton Woods in New Hampshire nel 1944.

Nelle prime tre settimane di Giugno del 1944, i delegati di 45 nazioni si riunirono nella Conferenza Finanziaria e Monetaria delle Nazioni Unite a Bretton Woods, New Hampshire. I delegati si incontrarono per discutere la ripresa del dopo guerra in Europa, così come un certo numero di questioni monetarie, come i tassi di cambio instabili e le politiche commerciali protezionistiche.

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Durante gli anni ’30, molte delle principali economie mondiali avevano tassi di cambio instabili. Inoltre molte nazioni usavano politiche di commercio restrittive. Nei primi anni ’40 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna svilupparono proposte per la creazione di nuove istituzioni finanziarie internazionali che avrebbero potuto stabilizzare i tassi di cambio e stimolare il commercio internazionale.

C’era anche una necessità riconosciuta di organizzare un recupero dell’Europa nella speranza di evitare i problemi sorti dopo la Prima Guerra Mondiale.

I delegati a Bretton Woods raggiunsero un accordo conosciuto come l’Accordo di Bretton Woods per istituire nel dopo-guerra un sistema monetario internazionale di valute convertibili, tassi di cambio fissi e commercio libero. Per facilitare questi obiettivi, l’accordo creò due istituzioni internazionali: il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (World Bank, la Banca Mondiale).

L’intenzione era quella di fornire aiuto economico per la ricostruzione del dopoguerra in Europa. Un prestito iniziale di 250 milioni di dollari alla Francia nel 1947 fu il primo atto del World Bank.

Sotto il sistema di scambio del Bretton Woods, le valute delle nazioni partecipanti potevano essere convertite in dollari americani a un tasso fisso, e le banche centrali estere potevano convertire il dollaro USA in oro a tasso fisso. In altre parole, il dollaro americano sostituì la sterlina inglese e la parità delle valute principali del mondo era fissata contro il dollaro americano.

L’accordo di Bretton Woods è stato fatto anche al fine di prevenire la concorrenza tra le valute e favorire la cooperazione tra le nazioni. Nell’ambito del sistema di Bretton Woods, i paesi membri del FMI si sono accordati per un sistema di tassi di cambio che potevano essere regolati con parità definite con il dollaro USA o, con il consentimento del FMI, cambiati per correggere un disequilibrio fondamentale nel bilancio dei pagamenti. Il sistema per valori rimase in uso dal 1946 fino ai primi anni ’70.

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Gli Stati Uniti, sotto il presidente Nixon, si vendicò nel 1971 svalutando il dollaro e forzando il riallineamento delle valute col dollaro. Le principali economie europee provarono a contrastare la mossa americana allineando le proprie valute in una stretta banda e poi fluttuando collettivamente contro il dollaro USA.

Fortunatamente questa guerra valutaria non durò a lungo e dalla prima metà degli anni ’70 le principali economie mondiali diedero per buono il sistema di cambio a quotazione fissa e lasciarono fluttuare le loro valute in un mercato aperto. L’idea era di lasciare decidere al mercato il valore di una data valuta basandosi sulla domanda e sull’offerta della valuta e sulla salute economica della nazione della valuta.

Questo mercato è popolarmente conosciuto come il Mercato Monetario Internazionale o MMI. Questo MMI non è una entità singola. È la collezione di tutte le istituzioni finanziarie che hanno alcun interesse nelle valute straniere, in tutto il mondo. Banche, Brokers, Fondi di gestione, Banche Centrali e qualche volta anche individui, sono solo qualche esempio.

Sebbene il valore delle valute dipende dalle forze di mercato, le banche centrali provano ancora a mantenere la loro valuta in una banda di oscillazione predefinita e altamente confidenziale. Lo conseguono con una o più delle seguenti mosse.

L’Organizzazione Mondiale del Commercio che è stata pianificata negli accordi di Bretton woods potrebbe non essere realizzata nella forma inizialmente prevista – il congresso degli Stati Uniti potrebbe non autorizzarlo. Invece, fu creato dopo, nel 1947, nella forma degli Accordi Generali sulle Tariffe e il Commercio (General Agreement on Tariffs and Trade, GATT), che fu firmato dagli USA e 24 altri paesi incluso il Canada. Il GATT fu in seguito conosciuto come L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO).

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Negli anni recenti, le due istituzioni internazionali create a Bretton Woods la Banca Mondiale e il FMI hanno dovuto affrontato una sfida importante, aiutare le nazioni debitrici a ritornare finanziariamente stabili.

L’euromercato

Un catalizzatore importante per l’accelerazione del forex trading fu il rapido sviluppo del mercato degli eurodollari; dove i dollari USA erano depositati nella banche fuori dagli Stati Uniti. Allo stesso modo, l’Euromercato era quello in cui gli assets erano depositati in banche al di fuori la valuta di origine. Il mercato degli eurodollari venne in essere la prima volta negli anni ’50 quando i proventi del petrolio russo – tutti in dollari – furono depositati fuori dagli Stati Uniti per paura di essere congelati dalle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti. Ciò ha dato luogo a un ampio bacino di dollari offshore fuori dal controllo delle autorità americane. Il governo USA impose delle leggi per restringere i prestiti agli stranieri. Gli euro-mercati erano particolarmente attraenti perché avevano molte meno regolazioni e offrivano rendimenti più elevati.

Dalla fine degli anni ’80 in poi, le compagnie statunitensi iniziarono a prendere prestiti offshore, trovando nell’euromercato un centro benefico per mantenere eccessi di liquidità, fornire prestiti a breve termine e finanziare l’import-export.

Londra è stata e rimane il principale mercato offshore

Negli anni ’80 divenne un centro fondamentale nel mercato eurodollaro quando le banche britanniche iniziarono a prestare dollari come alternativa alle sterline per mantenere la propria posizione nel mercato finanziario globale. La conveniente posizione geografica di Londra (che opera durante i mercati asiatici e americani) è inoltre strumentale nel preservare la sua dominazione nell’euro-market.

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