Si può Vivere di Trading?

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Appena finito di leggere l’interessantissimo ebook gratuito sul Trading Online di Guglielmo Dazzi e Stefano Bargiacchi pubblicato e distribuito con licenza Creative Commons sul sito Profeste, mi sento di condividere con voi questo estratto

Alla fine dell’articolo troverete anche il link per scaricare gratuitamente il loro eBook gratuito: “Il Trading Secondo Profste” che consiglio a tutti di leggere con molta attenzione.

Si può Vivere di Trading?

Iniziamo questo testo cercando di dare una risposta alla domanda che in molti si pongono e cioè se sia o meno possibile vivere di solo trading.

Chiarisco subito e con estrema fermezza che il mio consiglio è e resta quello di tenere un lavoro sicuro e respingere l’illusione di poter vivere di trading, poiché vivere di trading è una cosa semplicemente impossibile e lo dico con cognizione di causa. Le conclusioni che presento qui contengono la mia risposta al dilemma e sono basate sulla mia esperienza personale, esperienza fatta di presenza quotidiana sui mercati, di studio e approfondimento di una materia tanto affascinante quanto vasta e sotto certi aspetti illimitata.

Sconsiglio fermamente a chiunque di pensare di fare del trading l’unica professione, pur essendo io stesso un trader professionista; una contraddizione solo apparente, che trae la propria origine dalla mia esperienza personale: è proprio per il fatto che so bene cosa significhi concentrare tutto l’onere e il peso di realizzare e soprattutto mantenere solo tramite il trading, la sicurezza e serenità finanziaria per sé e per la propria famiglia, che sconsiglio fortemente a chiunque di lasciare il proprio lavoro per il trading.

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Ribadisco con decisione il mio consiglio a non farsi cullare da false illusioni circa la possibilità di vivere di solo trading perché – ve lo assicuro – è realmente la cosa più difficile del mondo e l’inganno sta proprio nel fatto che sembra invece qualcosa di estremamente facile, ed è proprio questo abbaglio ad aver portato moltissime persone alla rovina.

Lasciate perdere gli esempi di performance strabilianti mostrati magari in tempo reale in qualche fiera del trading, perché sono assolutamente irrilevanti per chi voglia fare del trading una professione: eventi simili sono l’eccezione e non la regola, poiché il mercato non tutti i giorni offre opportunità di guadagni strabilianti mentre la vera capacità di un trader sta proprio nel riuscire a produrre risultati in modo costante e duraturo nel tempo.

Nel trading non si può barare, nel trading non si può rubare, copiare, mistificare, ingannare, nel trading non si può dare la colpa a qualcun altro dei propri insuccessi o trovare delle scuse per i trade in perdita, tutto dipende solo e sempre da noi stessi. Questi elementi, insieme alla disciplina ferrea che deve dominare ogni aspetto di questa professione, sono tra quelli che rendono difficile questo mestiere.

Un mestiere che richiede equilibrio interiore e psicologico, una pace e una forza d’animo che una pallina antistress non potrà mai darti e che devi trovare da solo, con un percorso che procede in parallelo con il progredire della conoscenza tecnica: una delle cose che ho capito è che il trading è al 90% psicologia e solo al 10% tecnica e conoscenza dei mercati; anche se può sembrare strano, è esattamente questa una delle realtà più stupefacenti del trading.

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Il trading vede perdere le persone dotate di un’intelligenza superiore come chi è così stupido da pensare che sia facile. Essere troppo analitici non aiuta, così come non si deve essere nemmeno troppo semplicisti: fare trading istintivo è un pessimo modo per guadagnarsi da vivere.

Qual’è quindi la mia risposta alla domanda si può vivere di trading?: la mia risposta è no, nel senso che dal punto di vista delle probabilità si tratta di un’impresa praticamente impossibile: quindi se stai pensando di fare del trading la tua vita sappi che non ci riuscirai mai e se anche dovesse accadere sarebbe l’eccezione che conferma la regola. Bene direte voi, ma solo esempi negativi? No! c’è una persona che è davvero poco conosciuta e sicuramente schiva e che ha avuto un successo enorme in questi ultimi anni, ma che non si esibisce alle fiere del trading: si chiama Paul Rotter, soprannominato “il re dell’eurex” o ancora “the flipper”.

Lavorando praticamente sempre in incognito, ha raggiunto una certa notorietà quando le sue strategie di trading hanno cominciato a condizionare il mercato dei futures. Il suo esempio deve di nuovo farci riflettere su tutti quei casi di persone che vivono alimentando il mito del trader quando accanto a loro ci sono quei pochi che, nel più completo anonimato, svolgono con successo questa difficile professione.

La professione del trader assomiglia più ad un viaggio perenne e senza una meta ultima, un viaggio verso una continua evoluzione e ricerca del miglioramento che accompagnano ogni aspetto della vita che a questo punto tende a diventare un continuum con il trading stesso, senza per questo dover rinunciare agli altri ambiti; che anzi diventano elementi integrativi e utili al raggiungimento dei propri obiettivi, come ad esempio i momenti di ricreazione, lo sport, l’arricchimento culturale e quant’altro.

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Nel trading non ci sono scorciatoie, per capirci: riuscire a vivere di trading è tanto difficile quanto per chi inizia a fare uno sport qualsiasi arrivare all’oro olimpico in quella disciplina, in tal senso non sarebbe corretto rispondere di si alla nostra domanda fatale. Certo, qualcuno ci riesce, ma le probabilità sono fortemente a sfavore di chi inizia e questo va detto chiaramente. Non posso dirvi che iniziando arriverete sicuramente all’oro olimpico perché vi prenderei in giro e in questo settore sono già in molti a farlo, troppi.

Questo è il mondo del trading, questo è quello che nessuno vi dice: che è pericoloso, che può portare alla rovina, che può distruggere una vita, completamente. Sono pochi gli ambiti della vita che hanno questi aspetti di pericolosità e di rischi, e che possono portare a soluzioni estreme. Ecco perché tengo così tanto a sottolineare come chi inizi a fare trading si trovi davanti la legge delle probabilità che impietosamente sottolinea come sia virtualmente impossibile arrivare a vivere di trading e chi ci riesce, se è vero che esiste qualcuno che vive solo di trading e null’altro, rappresenta l’eccezione, il caso particolare.

Ragionevolmente non è possibile basare la propria speranza di successo e quindi di reddito su un’ eccezione, sarebbe corretto basarlo su ciò che rappresenta la regola, questo è mio dovere chiarirlo con forza.

Se poi è vero, come è vero, che tra chi inizia a praticare una disciplina c’è una persona, una sola, che arriva all’oro olimpico per quella disciplina, allora è possibile anche iniziare a fare trading puntando a quell’ unico risultato, a quell’ unica possibilità, avendo ben chiara la sostanziale impossibilità iniziale di raggiungerlo dal punto di vista probabilistico e non pensando che sia facile o comunque fattibile, perché si finirebbe per prendere in giro soprattutto se stessi e per non porre le giuste basi e premesse necessarie ad affrontare tutte le difficoltà che si incontreranno in questa impresa virtualmente impossibile.

Chi si cimenta in questa disciplina in modo esclusivo o si sta chiedendo se arrivare a farlo, deve aver ben chiaro questo concetto: il trading è uno dei pochi ambiti dove le probabilità di successo per chi inizia sono praticamente nulle. Meglio, molto meglio, continuare a farlo avendo alle spalle la garanzia di un’altra fonte di reddito sicuro.

E’ questa certezza, infatti, che consente di affacciarsi al trading nel migliore dei modi, ossia con l’approccio di colui che sa come, qualsiasi cosa accada, avrà sempre dei mezzi di sostentamento e la sicurezza di non rovinarsi, grazie allo stipendio, alla pensione o alla rendita che arriva a fine mese, puntuale e rassicurante come solo una fonte di reddito fisso sa esserlo.

Tratto da: “Il Trading Secondo Profste”


 

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